domenica 22 novembre 2009

The Imaginarium of Doctor Parnassus [trailer]

martedì 3 novembre 2009

L'étoile du soldat - Un film sull'Afghanistan del 2001



Di Cristophe de Ponfilly
Con Sacha Bourdo, Patrick Chauvel, Mohammad Amin
Dramm., Fra/Ger/Afg 2006, 105’

E’ l’11 settembre del 2001 e dall’alto delle montagne afgane un videoreporter francese (Patrick Chauvel) annota sul suo diario l’incontro con un soldato russo, Nikolai (Sacha Bourdo), conosciuto in Afghanistan nel 1983. Nikolai, un giovane musicista di una cittadina vicino Mosca, è costretto ad arruolarsi nell’esercito russo e ad andare a combattere contro gli Afghani per portare avanti una guerra che non è la sua. Il tutto sotto l’egida degli americani. Il giovane russo, durante un agguato, viene catturato dai Moudjahidin del comandante Massoud (Mohammad Amin), che lo portano nel cuore dell’Afganistan. Nikolai viene risparmiato da Massoud e col tempo diventa uno di loro, combattendo non per una guerra ingiusta, ma per diventare un uomo libero.“L’Etoile du soldat” è la storia di un uomo che ha perduto la sua libertà perché costretto a combattere una guerra fratricida sotto la spinta degli Stati Uniti d’America. Il titolo si riferisce ad una frase pronunciata nel film da Massoud. La stella del soldato è la stella che brilla nel cielo quando un soldato muore, arriverà un giorno in cui le stelle riempiranno la volta del cielo e non ci sarà più la notte. Il regista Christophe De Ponfilly, morto 16 maggio del 2006, ci lascia un’opera straordinaria che smentisce la visione precostituita dell’Afghanistan come covo di terroristi, tramandata dall’Occidente. Esistono episodi di umanità anche laddove sembra tutto irrimediabilmente compromesso. La storia del giovane Nikolai, liberato da Massoud è vera, così come è vero che della guerra spesso rimangono soltanto le immagini e che questa è, in definitiva, soltanto uno spettacolo per sadici spettatori.

Elda Lo Cascio
(l'articolo si trova anche su www.cinematocasa.it)

lunedì 2 novembre 2009

Addio ad Alda Merini, "la piccola ape furibonda" della poesia italiana



Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

Alda Merini, da "Vuoto d'amore"

domenica 1 novembre 2009

Petra Magoni e Ferruccio Spinetti - Guarda che luna

mercoledì 28 ottobre 2009

L'Angelus Novus di Walter Benjamin attraverso Paul Klee



"C'è un quadro di Klee che s'intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è cosi forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso è questa tempesta".

da Walter Benjamin, Angelus Novus, Einaudi.

Il tema del doppio nel cinema – Da “Dottor Jekyll e Mr.Hyde" a “Sliding Doors” [di Elda Lo Cascio]



Come per la letteratura, il cinema non è rimasto indifferente al tema del doppio, dallo sdoppiamento della persona e dell’identità a quello, a volte meno inquietante, dello scambio dei ruoli fra persone. Eventi e personaggi, come in uno specchio, si raddoppiano e si intersecano in una realtà proteiforme dove ritrovare la propria identità è impresa piuttosto ardua.

DOTTOR JEKYLL E MR.HYDE
Dal romanzo di Robert L. Stevenson, la storia del Dottor Jekyll scienziato illustre che sperimenta su di sé una pozione da lui inventata per verificare sulla sua persona le teorie psicanalitiche sul doppio. A mezzo della pozione, Jekyll si trasforma ogni notte nel bieco Mr.Hyde, un feroce assassino di prostitute. La versione di Victor Fleming (già regista nel 1939 di “Via col vento”) è meno truce della versione del 1932 di Mamoulian, ma rimane memorabile per le sequenze in cui Jekyll elabora psicanaliticamente lo sdoppiamento della personalità attraverso i sogni deliranti dello scienziato. Spencer Tracy è il fenomenale protagonista del film sull’espressione della dualità insita nell’animo umano, sempre sospeso fra bene e male.(Di Victor Fleming con Spencer Tracy e Ingrid Bergman, horror, Usa 1941, 121 b/n)

LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE – VERTIGO
L’agente Ferguson (James Stewart) è a riposo perché, a causa della sua paura del vuoto, non è riuscito ad impedire la morte di un collega. Un amico di vecchia data lo contatta e gli affida il compito di sorvegliare la moglie (Kim Novak) che ha manifestato manie suicide. Ferguson accetta e pedina la donna per tutta San Francisco, scoprendone la personalità malinconica. Ma durante uno dei suoi appostamenti, Ferguson, vittima delle vertigini, non riuscirà ad impedire alla donna di buttarsi giù da un campanile. Dopo alcuni mesi dal tragico evento, un incontro casuale fra Ferguson e una donna straordinariamente somigliante alla suicida rimetterà tutto in discussione. Un film di amore e morte nello sfondo di un’onirica San Francisco dove i corpi prendono la consistenza di fantasmi, la realtà si duplica in un’atmosfera ipnotica e misteriosa. Straordinaria Kim Novak nel doppio ruolo di Madeleine/Judy.(Di Alfred Hitchcock con James Stewart e Kim Novak, thriller, Usa 1958, 128’)

INSEPARABILI
Elliot e Beverley Mantley (Jeremy Irons) sono due gemelli, affermati ginecologi. I due hanno caratteri diversi: l’uno ci sa fare con le donne, l’altro non proprio. Fisicamante sono però due gocce d’acqua. Questa assoluta somiglianza verrà usata dai due per metter in atto un gioco perverso di seduzione ai danni di Claire, dapprima paziente e amante di Elliot e poi di Beverley, ignara dello scambio. Uno dei migliori film di Cronenberg, in cui il tema dello scambio di identità anticipa lungometraggi in cui il doppio diventa invece sdoppiamento dell’identità di un solo individuo, come in “MButterfly” con Jeremy Irons o nel recentissimo “A history of violence” con Viggo Mortensen. “Inseparabili” è ispirato alla storia vera dei gemelli Steven and Cyril Marcus, suicidatisi entrambi con dei barbiturici nell’Upper East Side di Manhattan negli anni ’70.(Di David Cronenberg con Jeremy Irons, drammatico, Can 1988, 111’)

LA DOPPIA VITA DI VERONICA
Kieslowski ha caro il tema dei destini incrociati e delle vite parallele che, inconsapevoli le une delle altre, vivono gli stessi eventi e si ricongiungono attraverso un filo invisibile, come se le trame della nostra esistenza fossero già predisposte da Qualcun altro e attendessero soltanto di essere messe in atto da noi, ignari protagonisti. A Cracovia vive Veronika, una ventenne dalla voce bellissima. Veronika vive per il canto e morirà cantando durante un’esibizione in pubblico per via del suo debole cuore. Véronique è francese, ma è identica a Veronika e soffre della sua stessa patologia cardiaca. Per uno scherzo del destino Véronique abbandona il canto e si rifugia nell’amore, scampando così al tragico destino del suo alter ego polacco. Iréne Jacob, nel doppio ruolo di Veronika e Véronique, è stata premiata a Cannes nel 1991 come Miglior Attrice Protagonista.(Di Krzysztof Kieslowski con Irène Jacob, drammatico, Pol/Fra 1991, 98’)


FACE/OFF
Lo sdoppiamento della personalità attraverso il cambiamento dell fattezze fisiche. Sean Archer (John Travolta), agente dell’FBI, si trova di fronte a Castor Troy (Nicolas Cage), un pericoloso terrorista che gli ha ucciso il figlio in un’azione precedente. Quando il terrorista entra in coma, Sean ne approfitta e grazie ad un intervento chirurgico riesce a prendere le sembianze del criminale per tentare di neutralizzare la bomba da lui innescata. Ma il criminale si risveglia e prende il posto di Sean a lavoro e in famiglia. Il fascino di “Face/Off” consiste soprattutto nelle scene d’azione in cui il regista Jon Woo riesce a dare il meglio di sé grazie a due interpreti d’eccezione come John Travolta e Nicolas Cage, intrappolati in uno sdoppiamento di personalità che ha tutto il sapore della vendetta.(Di Jon Woo con Nicolas Cage e John Travolta, azione, Usa 1997, 137’)

SLIDING DOORS
Due film in uno. Due epiloghi diversi sulla base di scelte diverse. Tutto ciò che ci accade è conseguenza di una nostra azione, più o meno inconsapevole. Tutto accade per caso, o meglio, per volere del Caso. Le porte scorrevoli della metropolitana di Londra fanno da spartiacque per i destini paralleli vissuti da Helen (Gwyneth Paltrwow) nella stessa giornata. Cosa accadrebbe alla bella Helen se invece di tornare a casa in anticipo dopo essere stata licenziata, avesse perso del tempo? Non avrebbe trovato il fidanzato a letto con un’altra e per lei sarebbe stata tutta un’altra storia… Il film si ispira a “Destino cieco” (1987) del regista polacco Krzysztof Kieslowski. (Di Peter Howitt con Gwyneth Paltrow, commedia, Gbr 1998, 99’)

E.L.C.

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martedì 27 ottobre 2009

La Cina secondo Gianni Amelio: "La stella che non c’è" [di Elda Lo Cascio]



A due anni da “Le chiavi di casa” Gianni Amelio ritorna nel 2006 alla regia con il lungometraggio “La stella che non c’è”, film che racconta la storia di Vincenzo Buonavolontà, un tecnico di una fabbrica italiana, che si reca in Cina per avvertire gli acquirenti della fabbrica che manca un pezzo importante nella fornace. Senza questo pezzo la fornace potrebbe diventare estremamente pericolosa. Una volta in Cina, l’uomo si trova di fronte all’impossibilità di comunicare con quel mondo caotico e sconosciuto e, compiendo un viaggio attraverso il pianeta-Cina, comincerà a riflettere su se stesso.Gianni Amelio racconta la Cina della vertiginosa esplosione capitalistica, la Shanghai che si estende a macchia d’olio con una densità di popolazione inquietante. Ha detto Amelio che il viaggio in Cina è stata un’esperienza fortissima vissuta con dei compagni ideali di viaggio come Sergio Castellitto e Tai Ling. Il film coniuga due aspetti noti della regia di Amelio, quello documentaristico quando descrive la Cina e i cinesi, e quello della finzione, la storia di Vincenzo Buonavolontà e il suo incontro con Liu, l’interprete che lo accompagnerà nel suo itinerario di scoperta. Per la prima volta nella sua carriera Gianni Amelio sostiene di essersi immedesimato nel protagonista del suo film, un personaggio colmo di tenerezza che lo ha “protetto” nei momenti di dubbio durante le riprese. Il regista ha voluto che gli occhi dell’attore coincidessero in maniera profonda con quelli della regia. Amelio guarda la Cina attraverso gli occhi di Vincenzo Buonavolontà, un Castellitto che ha dichiarato di non essersi sentito mai così amato da un regista come da Gianni Amelio in “La stella che non c’è”. E questa stella, il pezzo mancante della fabbrica ceduta ai cinesi, non rappresenta soltanto la riscoperta di una manualità operaia nella contemporanea “galassia Gutenberg”, ma il gusto e la possibilità che ognuno di noi ha di ritrovare ciò che gli manca e di cui sente il bisogno. Un film dunque scevro da ogni pessimismo, nonostante l’apparente clima di disillusione. Per chiarire qualunque fraintendimento sul senso del film, Gianni Amelio ha voluto citare il finale di “Porte aperte”, suo film precedente: “Ho fiducia, nonostante tutto”.

E.L.C.

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Bocca di rosa nella versione siciliana di Mario Incudine



Mario Incudine ricrive il mito!
Attenzione a questo giovane artista siciliano...un talento!

sabato 24 ottobre 2009

Il favoloso mondo di Amélie secondo Yann Tiersen

venerdì 23 ottobre 2009

Walking around - Omaggio a Pablo Neruda



Walking Around

Sucede que me canso de ser hombre.
Sucede que entro en las sastrerías y en los cines
marchito, impenetrable, como un cisne de fieltro
Navegando en un agua de origen y ceniza.
El olor de las peluquerías me hace llorar a gritos.
Sólo quiero un descanso de piedras o de lana,
sólo quiero no ver establecimientos ni jardines,
ni mercaderías, ni anteojos, ni ascensores.
Sucede que me canso de mis pies y mis uñas
y mi pelo y mi sombra.
Sucede que me canso de ser hombre.
Sin embargo sería delicioso
asustar a un notario con un lirio cortado
o dar muerte a una monja con un golpe de oreja.
Sería bello
ir por las calles con un cuchillo verde
y dando gritos hasta morir de frío
No quiero seguir siendo raíz en las tinieblas,
vacilante, extendido, tiritando de sueño,
hacia abajo, en las tapias mojadas de la tierra,
absorbiendo y pensando, comiendo cada día.
No quiero para mí tantas desgracias.
No quiero continuar de raíz y de tumba,
de subterráneo solo, de bodega con muertos
ateridos, muriéndome de pena.
Por eso el día lunes arde como el petróleo
cuando me ve llegar con mi cara de cárcel,
y aúlla en su transcurso como una rueda herida,
y da pasos de sangre caliente hacia la noche.
Y me empuja a ciertos rincones, a ciertas casas húmedas,
a hospitales donde los huesos salen por la ventana,
a ciertas zapaterías con olor a vinagre,
a calles espantosas como grietas.
Hay pájaros de color de azufre y horribles intestinos
colgando de las puertas de las casas que odio,
hay dentaduras olvidadas en una cafetera,
hay espejos
que debieran haber llorado de vergüenza y espanto,
hay paraguas en todas partes, y venenos, y ombligos.
Yo paseo con calma, con ojos, con zapatos,
con furia, con olvido,
paso, cruzo oficinas y tiendas de ortopedia,
y patios donde hay ropas colgadas de un alambre:
calzoncillos, toallas y camisas que lloran
lentas lágrimas sucias.

Pablo Neruda

Succede che mi stanco di essere uomo
Succede che entro nelle sartorie e nei cinema
avvizzito, impenetrabile, come un cigno di feltro
che naviga in un’acqua di origine e di cenere.

L’odore dei barbieri mi fa piangere e stridere
Voglio solo un riposo di ciottoli o di lana
Non voglio più vedere stabilimenti e giardini
Mercanzie, occhiali e ascensori.

Succede che mi stanco dei miei piedi e delle mie unghie
E dei miei capelli e della mia ombra
Succede che mi stanco di essere uomo.

Tuttavia sarebbe delizioso
Spaventare un notaio con un giglio reciso
O dar morte a una monaca con un colpo d’orecchio.
Sarebbe bello andare per le vie con un coltello verde
E gettar grida fino a morir di freddo.

Non voglio essere più radice nelle tenebre,
barcollante, con brividi di sonno, proteso all’ingiù,
nelle fradice argille della terra
assorbendo e pensando, mangiando tutti i giorni.

Non voglio per me tante disgrazie
Non voglio essere più radice e tomba
Sotterraneo deserto, stiva di morti,
intirizzito, morente di pena.

E perciò il lunedì brucia come il petrolio
Quando mi vede giungere col mio volto di carcere
E urla nel suo corso come ruota ferita
E muove passi di sangue caldo verso la notte.

E mi spinge in certi angoli, in certe case umide,
in ospedali dove le ossa escono dalla finestra,
in certe calzolerie che puzzano d’aceto
in strade spaventose come crepe.

Vi sono uccelli color zolfo e orribili intestini
Appesi alle porte delle case che odio,
vi sono dentiere dimenticate in una caffetteria
vi sono specchi
che avrebbero dovuto piangere di vergogna e spavento,
vi sono ombrelli dappertutto e veleni e ombelichi.
Io passeggio con calma, con occhi, con scarpe,
con furia, con oblio
passo attraverso uffici e negozi ortopedici
e cortili con panni tesi a un filo metallico:
mutande, camicie e asciugamani che piangono
lente lacrime sporche.

Il finale de "La doppia vita di Veronica" (1991) di Kristof Kieslowski

Il nuovo film di animazione Disney-Pixar: UP! in 3D



Presentato in anteprima allo scorso Festival del Cinema di Cannes, è uscito nelle sale "UP!",ultimo capolavoro Disney-Pixar in 3D!